Logo HFG MUSIC
Home Page Site Map Progetto Servizi Chi siamo Registrati! Invia posta Tutto HFG Music!

RECENSIONI | MUSICA JAZZ STRUMENTALE > PINO RUSSO

Cerca

RECENSIONI | JAZZ STRUMENTALE

Sito Web | PINO RUSSO > DARN THAT DREAM

Pino Russo - Darn That Dream - Philology Records 2009

PINO RUSSO
Darn That Dream
2009 - Philology Jazz Records

Web: www.pinorusso.it
Myspace: www.myspace.com/pinorussojazz
Intervista by HFG Music

PINO RUSSO
Darn That Dream
Di Francesco Piccione

Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Pino Russo, musicista e virtuoso jazz di chitarra classica, di origine Siracusana, ma Torinese di adozione. L'ottimo Paolo Piangiarelli della Philology Jazz Records, ben lo paragona a Jim Hall (
di cui abbiamo redatto tempo fa la recensione di un suo famoso disco edito dalla prestigiosa Telarc), ma che a mio giudizio si colloca in una fascia differente, decisamente più interessante per l'unicità di alcune caratteristiche virtuosistiche.

Nato nel 1957, biologo, diplomato in chitarra classica, concertista e compositore, insegna armonia, musica d'assieme e chitarra presso la Jazz School Torino, nonché docente di chitarra jazz al Conservatorio "Vivaldi" di Alessandria. E' stato soprannominato "Un'orchestra a sei corde" per la concezione estremamente dinamica della produzione sonora e del "gesto" chitarristico.

Caratteristiche che ritroviamo nella sua ultima fatica "Darn That Dream", in cui vengono messi in evidenza le sue qualità di chitarrista versatile, in grado di far confluire insieme Jazz e Classica, realizzando in questo CD un connubio tra brani Jazz e la sua tecnica virtuosistica della chitarra classica. E' questo il punto che, a mio giudizio, lo fa collocare in un ambito differente, decisamente diverso ed originale, rispetto ad altri chitarristi come Jim Hall, Joe Pass e Wes Montgomery. Diversamente da Jacques Loussier, che propone brani classici in chiave jazzistica, Pino Russo rivisita in chiave virtuosistica classica, brani jazz.

Infatti, nell'album si trovano notissimi brani jazz,

che vengono riproposti in una luce tutta nuova, particolare, virtuosistica ed al contempo poetica, ma assolutamente rigorosa, tanto da renderli "diversi" e maggiormente
godibili rispetto alla loro versione originale. I brani spaziano tra la famosa "Spain" di Chick Corea, le latine "Brasil" e "Mas Que Nada"; gli standard come "'Round Midnight", "Darn That Dream" e "Nuages"; la metheniana "Last Train Home" e le sue composizioni "Marea", "Furore" e "Belem".

La registrazione del 2009 è stata effettuata "in casa" del chitarrista, in
direct to two tracks, senza editing, correzioni o tagli, come fosse un concerto live senza i rumori caratteristici della presenza del pubblico (e direi anche gli applausi fuori luogo, ormai divenuti una smania…). Ne esce fuori una sonorità eccezionale, da vera chitarra classica, senza i fronzoli audiofili dell'ambiente e della disposizione nello spazio (che spesso sono controproducenti, se fatti a caso…).

Dal punto di vista artistico il risultato è inaspettato, poiché ci si rende conto che si è al cospetto di un chitarrista che possiede doti strumentali non comuni, che impreziosiscono questo album, facendone un vero riferimento. In chiave jazzistica, da apprezzare l'assenza di sperimentalismi fini a se stessi, eccessi armonici e dissonanze forzate, tanto da consentire l'ascolto di un gran buon jazz, con atmosfera romantica e melodica. Nella sostanza, uno dei pochi album in grado di arricchire la propria collezione jazz strumentale. Da non perdere assolutamente.

Francesco Piccione

  Free counter and web stats

All Rights Reserved ® Copyright © | Francesco Piccione | 1998/2013